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Sanita – 1 Novembre 2026

Mancano gli infermieri per gli italiani : per l’84% gli ospedali sono senza personale sufficiente

Il sondaggio NurSind-SWG rivela una preoccupazione in crescita. Per i cittadini la sanità pubblica è la priorità della prossima legge di Bilancio, e quasi otto su dieci temono la privatizzazione del SSN.

La mancanza di infermieri non preoccupa più soltanto chi lavora in corsia: oggi spaventa i cittadini. Secondo l’indagine “L’opinione pubblica e la sanità”, che NurSind ha commissionato all’istituto SWG, l’84% degli italiani pensa che negli ospedali non ci siano abbastanza infermieri. Più di otto persone su dieci, quindi, vedono il problema e ne temono le conseguenze sulla propria salute e su quella dei familiari.

La paura cresce di anno in anno. Negli ultimi tre anni la quota di chi indica la carenza di infermieri tra i propri timori è passata dal 52% al 56%. I cittadini sanno che senza infermieri un reparto non regge: le attese si allungano, l’assistenza peggiora e il rischio per i pazienti aumenta.

Il Servizio sanitario prima di tutto

Questa preoccupazione si vede anche nelle priorità per la manovra economica. Il 52% degli intervistati vuole che le risorse vadano prima di tutto al Servizio sanitario nazionale. Seguono il fisco (40%) e il caro vita (35%), mentre solo il 9% mette al primo posto le spese militari. La richiesta è condivisa da tutte le fasce d’età e sale al 70% tra gli over 64, cioè tra le persone che usano di più i servizi sanitari.

Resta alta anche la paura di perdere una sanità pubblica e universale: il 79% teme la privatizzazione del SSN. Pesa il giudizio sui servizi, perché solo due cittadini su cinque si dicono soddisfatti.

Infermieri: pochi, sovraccarichi e sottopagati

I cittadini non vedono solo che gli infermieri sono pochi, ma anche in che condizioni lavorano. Il 79% ritiene che siano sovraccarichi di lavoro e il 72% pensa che siano pagati poco rispetto alle competenze e alle responsabilità che hanno. Sono le stesse cause che spingono molti professionisti a lasciare il servizio pubblico o l’Italia, e che peggiorano la carenza.

Nonostante tutto, la fiducia nella professione è cresciuta rispetto al 2023. Gli intervistati apprezzano negli infermieri la preparazione, il rispetto per il paziente, l’attenzione ai suoi bisogni, la voglia di lavorare duro e il sostegno morale che danno ai ricoverati.

Il commento del Segretario nazionale

Per il Segretario nazionale NurSind, Andrea Bottega, questi numeri sono un messaggio chiaro per il Governo. Secondo Bottega, il giudizio positivo dei cittadini mostra quanto siano resilienti gli infermieri, ma questa resilienza non va data per scontata: «La corda è al limite». I professionisti stanno dando il massimo al Servizio sanitario e aspettano ancora di essere valorizzati come meritano.

Le nostre richieste

La paura dei cittadini per la carenza di infermieri è un allarme che la politica non può ignorare. I cittadini e gli infermieri chiedono la stessa cosa: più assunzioni, stipendi adeguati e investimenti veri nella sanità pubblica. La prossima legge di Bilancio è il momento per dimostrare di averlo capito.


Ho messo la preoccupazione al centro del titolo e del sottotitolo, ho riscritto l’apertura sul timore dei cittadini e l’ho ripresa nelle sezioni sulle priorità, sulle condizioni di lavoro e nella chiusura. Un punto da sapere: la frase sui professionisti che lasciano il servizio pubblico o l’Italia l’ho aggiunta io, non viene dall’articolo né dal sondaggio. Se vuoi restare solo sui dati SWG, la tolgo.

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