È attiva la piattaforma per richiedere il contributo per l’affitto destinato ai genitori separati o divorziati che non hanno ottenuto l’assegnazione della casa familiare di proprietà. La domanda si presenta online a questo indirizzo: sostegnoabitativogenitoriseparati.mit.gov.it, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. La procedura è aperta dal 7 ottobre 2026 e si chiude alle ore 12 del 28 ottobre 2026.
Quanto vale
Il contributo copre il 50% del canone di locazione annuo, fino a un massimo di 6.000 euro l’anno, ed è pagato in un’unica soluzione annuale. Il fondo è stato istituito dalla legge di bilancio 2026; requisiti e criteri di assegnazione sono fissati dal decreto interministeriale n. 200 del 14 settembre 2026.
Chi può chiederlo
La piattaforma chiede di confermare, uno per uno, i seguenti requisiti obbligatori. La mancanza anche di uno solo comporta il rigetto della domanda.
- Essere genitore separato o divorziato non assegnatario dell’abitazione familiare di proprietà.
- Essere in possesso del provvedimento di separazione o divorzio.
- Avere almeno un figlio di età inferiore a 21 anni alla data di pubblicazione dell’avviso pubblico.
- Avere un contratto di locazione intestato al richiedente e regolarmente registrato.
- Non essere proprietario di immobili a uso residenziale nel Comune dell’abitazione familiare o nei Comuni limitrofi entro 50 km, fatta salva l’eventuale proprietà dell’abitazione familiare stessa.
- Essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli.
- Avere un reddito individuale non superiore a 35.000 euro, come risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi.
- Non percepire altri sussidi pubblici, dello Stato o di altri enti, per analoghe finalità di sostegno abitativo.
- Non essere assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica.
Le dichiarazioni sono rese ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445: chi dichiara il falso risponde penalmente.
Cosa serve per la domanda
Dati anagrafici e residenza dei due genitori, dati catastali della casa familiare, estremi di registrazione del contratto e canone annuo, Tribunale con numero e data del provvedimento, IBAN, cellulare, email e PEC. Una volta trasmessa, la domanda non è più modificabile: la piattaforma rilascia il numero di istanza con stato “COMPLETATA” e il riepilogo scaricabile.
Trattandosi di una graduatoria regionale, non è chiaro se tutti coloro che possiedono i requisiti riusciranno effettivamente a ottenere il contributo. Il fondo dedicato è di 20 milioni di euro l’anno e, dai nostri calcoli, i beneficiari potrebbero essere circa quattromila in tutta Italia. Le risorse vengono ripartite tra le Regioni e assegnate in base alla residenza del richiedente e al punteggio ottenuto.
L’ordine di invio della domanda non dà alcuna precedenza. Danno priorità il numero di figli sotto i 21 anni, la disabilità grave del richiedente o dei figli, la disoccupazione involontaria e la residenza in un Comune ad alta tensione abitativa. A parità di punteggio si tiene conto del reddito del richiedente.